
I pensieri non conoscono giustizia perchè non hanno che la pretesa di essere pensieri.. hanno vita propria, è questo che li rende preziosi, belli o brutti che siano...
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*il mio primo post hot*
*Io so io qwe sei qwe chi è più scemo io o qwe?*
*Ma qwe bella questa terra*
*Ma qwe C'hai Sonno?*
*Ma qwe Fomento*
*Ma qwe malinconia!*
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...che poi la cosa grave è che io ancora mi meraviglio!
Non che sia una cosa brutta meravigliarsi di cose che hai passato e che continui a passare... però io mica me posso fa sempre spiazzà!
Facciamo un esempio...
Io amo la mia città... io amo la gente che la abita... io amo come la gente di Roma si pone nei confronti delle cose che non vanno...
Però io ogni volta che arrivo e mi metto seduto penso... "ma come cazzo è che io ogni santa mattina rischio la vita dentro quella cazzo di scatoletta blu?"
Però questa è una meraviglia da poco...
Proviamone un'altra...
Io lo so che di fronte a determinati accadimenti reagisco in un certo modo... e so anche che poi mi passa e porto la reazione ad avere contorcimenti variegati ma sempre più o meno circoscritti in un ambito a me noto...
Però quando ci sto dentro mi domando... "ma come cazzo è che ogni santa volta che me pija male a me me deve fa male lo stomaco?"
Insomma... io ci casco sempre... nel bene o nel male...
E che non mi si venga a dire che è bello così! E non me lo si venga a dire per un solo motivo... Io lo so che è bello così! E me lo voglio pure godè!
Però ogni tanto tocca sfogasse!
Una collega mi ha portato un cd di musiche per fare la danza del ventre!
Mo tiro su la camicia e mi sfreno... E a culo tutto il resto... Muahahaahahahahahaha
Io non so se c'abbiamo più culo noi o le farfalle...
Credo che a tutti sia capitato di vivere una giornata intensa... una di quelle in cui si concentrano tutte le emozioni di una vita... belle o brutte che siano...
Il problema sta nel dopo...
Si rischia di restare imbambolati a vita nel ricordo di quella giornata... quando poi si potrebbe più razionalmente ringraziare il fato o chi per lui per avercela donata...
Ma le farfalle c'hanno più culo di noi che, una volta trascorsa la loro meravigliosa giornata, non avranno più la possibilità di sfrantumarsi nel ricordo?
E che non mi si parli della possibilità o meno per una farfalla sfigata di avere una seconda possibilità nel caso in cui nasca in un giorno di pioggia!
Credo che dovrò assumermene la responsabilità...
Ma dai... Ma tu che centri?
Moralmente centro...
Ma non c'eri... Non potevi sapere...
Ci sono posti e situazioni nelle quali non è indispensabile la presenza fisica per starne dentro fino al collo...
Questa è presunzione bella e buona...
Fatto sta che devo pagarla anche io...
Questo invece è masochismo...
Chiamalo un po' come te pare...
Scusami eh! Ma come si fa a farsi mettere in mezzo in una situazione in cui eri assente... me lo spieghi?
Quando imparerai a sentirti vicino a qualcosa o a qualcuno anche solo con l'anima lo capirai...
Cazzate!
Parlo con uno che si sarebbe dato anche se fosse stato presente...
Che vuoi dire aho?
Quello che ho detto!
Quando ero pischelletto passavo ore intere su un balcone di un metro per uno che affacciava nel cortile interno del palazzo...
Era l'unico modo che mia madre aveva per stare tranquilla quando era costretta a lasciarmi a casa da solo...
Le vicine, a turno, si affacciavano per controllare... e se per accidente io fossi dovuto andare a pisciare tempo venti secondi avrei sentito la porta di casa aprirsi... (Non ci lasciamo andare a facili commenti del tipo... "ogni vicina aveva la sua copia di chiave?" Ebbene si... oppure "adesso capisco perchè sei così sciroccato...")
A me infastidiva quel controllo, forse giustificato vista la tenera età e la grossa capacità di combinare casini, mi urtava i nervi e il mio gioco preferito era quello di giocare con quelle povere massaie costrette al ruolo di secondine...
Un giorno mi costruii una piccola tenda... di quelle degli indiani e cominciai a giocarci dentro... Per non farle preoccupare appoggiavo la schiena sul lato davanzale per gonfiare la tenda e far vedere che c'ero... Finquando decisi che quella gobba sulla tenda sarebbe stata creata dal cuscino di mio padre...
Potevo uscire cazzo! Dopo aver provato che l'inganno faceva effetto... quindici minuti chiuso nel cesso senza che la porta si aprisse... la fuga era servita...
Avevo sognato mille volte come poteva essere andarsene in giro per i cazzi propri... Avevo vissuto nel mio io ogni passo... ogni respiro... ogni viso incrociato... ogni parola... ogni suono...
... me ne tornai a casa sconsolato... non era poi mica così bello come l'avevo sognato... o forse l'avevo sognato troppo, vissuto talmente tanto che ero già alienato dal traffico e dallo smog di quel quartiere popolare della Roma della fine degli anni 70?
"Cosa ci devi fare con quel cuscino lazzarone?"
"Gli indiani ogni tanto si riposano signora Lidia..."
Quando scrivi che sensazione provi?
Domanda intensa. Difficile. Che mi mette agitazione.
In effetti ho sempre avuto bisogno di scrivere.
Molte volte l'ho fatto per poter esprimere qualcosa quando non avevo nessuno che potesse starmi a sentire o quando quel potenziale qualcuno a mio avviso non poteva capire.
Molte volte l'ho fatto per poterci pensare su.
Altre volte perchè non avevo le palle di esprimermi con la voce.
Altre ancora per puro diletto... per vanità.
E miliardi di volte ho strappato parole appena nate perchè troppo scomode, troppo pesanti, troppo indegne di rimanere vive... inadeguate.
Quando scrivi che sensazione provi?
Si... ecco... ci arrivo...
Raramente rileggo le parole che scrivo. Come se una volta scese giù non fossero più le mie parole. Come se volessi lasciarle alla mercè del fato, di un improbabile lettore, del nulla...
Quando mi ricapita di leggere quello che scrivo cerco di tornare a quello che stavo vivendo nel momento in cui quelle parole venivano fuori... E scopro sempre che il tempo ha esorcizzato quasi tutto...
Quando scrivi che sensazione provi?
Elettricità. Elettricità che ho voglia di scaricare...
Paura. Paura che ho voglia di vincere...
Pazzia. Pazzia che ho voglia di mandare fuori...
Vita. Vita che sento dentro...
Odio e gioia... Amore e frustrazione...
C'è tutto un mondo dentro...
E poi cazzate... risate...sorrisi...cappelli alzati...vaffanculi e bestemmie...
Ma tu... quando scrivi... che sensazioni... provi?
CAZZI MIEI!
No ma...
NON CE PROVA'!
Ehy...
UN CAZZO! IO NON SENTO UN CAZZO!!!
A me non interessa molto di quello che potreste pensare...
Ci sono cose che, per quanto anche un osservatore attentissimo possa considerare indegne, nessuno può giudicare...
La vita...
Non ci si può prendere per il culo... non si può dare la colpa a chi per accidente intralcia il tuo cammino... tocca stacce...
Soluzioni?
Ho sempre pensato che nel momento in cui trovi la soluzione a qualcosa che ti fa stare male all'unisono quella cosa perde di interesse...
Impotenza?
Certo! Impotenza... ma nessuno potrà togliermi le emozioni... nessuno potrà abbattere le mie insicurezze... nessuno potrà sentirsi lasciato al freddo da me se solo minimamente mi farà pensare di aver bisogno di qualcosa di caldo...
Il resto mancia!
Lei è una forza della natura!
Lei mi ha scartabellato i pensieri e i ricordi con la semplicità di una voce rock...
Io ieri sera ho avuto l'opportunità di guardare qualcosa dentro di me mentre lei inconsapevole macinava parole e musica...

Io credo che tu non leggerai mai questa cosa... però carissima Gianna, una cosa che ti direi guardandoti negli occhi è
" tacci tua e de chi t'ha mannato a rivoltamme l'anima!"
Grazie!
E' un po' che faccio a botte con un pensiero...
"io me le merito le cose che mi capitano?"
No perchè succedono cose che pensavo di non poter più vivere con tanto entusiasmo...
Insomma... credevo di potermi crogiolare su quello che avevo costruito finora...
E invece c'è dell'altro... ne resto spiazzato... felice... confuso... impaurito...
E poi ho scoperto di avere un carisma coi controcoglioni... muahahahahaha passatemela per questa volta...
Parla!
Non lo so... mi sento... come dire? Appeso...
Appeso? Che vordì appeso?
C'hai presente la grappa alla pera?
Nun te capisco...
Te sei mai chiesto come cazzo fanno a mette la pera dentro a 'na bottiglia?
Quando me lo so chiesto ero troppo 'mbriaco e me so scordato... me l'ero scolata la bottiglia...
Insomma... appendono le bottiglie sull'albero e ci fanno crescere la pera dentro...
Si ma che centra?
Io mi sento come quella pera... costretto a maturare dentro una prigione di vetro...
Io posso fa solo 'na cosa pe' venitte incontro...
Ti prego falla!
Pijo 'na spranga e la spacco quella bottiglia!
EDIZIONE STRAORDINARIA
"Sono gay!"
La clamorosa rivelazione del blogger romano manda in frantumi i sogni erotici delle sue fans.
