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I pensieri non conoscono giustizia perchè non hanno che la pretesa di essere pensieri.. hanno vita propria, è questo che li rende preziosi, belli o brutti che siano...

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giovedì, 31 maggio 2007, ore 10:23

...che poi tutta sta smania de piacè pe' forza!

E non solo...

Sta cazzo di voglia di sentirsi diversi...

Solo ed esclusivamente per prendere le distanze da qualcosa o qualcuno...

Io sono libero di fare quello che mi va...

Senza andare a ledere la libertà altrui...

Senza rosicare se l'uso che si fa di questa libertà non è apprezzato...

E questo anche se tu apprezzi il modo di porsi di chi libero non sembra proprio...

Eh si eh!

Dai... Tocca stacce!

Inutile prendersi per il culo quando puoi svolazzare ovunque ma hai voglia solo ed esclusivamente di chiuderti in una gabbietta...

Come se tutto il mondo fosse là dentro...

E allora a che cazzo serve che io mi vesta da punk se poi quello che ha il punk nell'essere ha solo voglia di avere a che fare con me perchè sente la mia anima blues?

E perchè devo finì a litigà co' Mario perchè sa che a me piace il coscio di pollo e io penso che piace anche a lui e non voglio che si privi di un suo piacere per un piacere mio?

...che poi ho saputo che preferisce l'ala...

Porca di quella troia!

Ma fosse una presa per il culo l'assunto per il quale quando uno è libero non si pone il problema se è giusto o meno fare quello che gli va?

Per aria Ognuno è Libero - Il Parto delle Nuvole Pesanti (Tenco)

Non c'entra molto o forse si...

Chissà?

Ma ho ricevuto una cosa da un tizio indiano in risposta al mio post sull'abbandono di qualche tempo fa.

Mi è troppo piaciuta...

La voglio mettere qua...

"Non permettere che la nostra vita diventi solo un rituale insignificante.

Lascia che ci siano momenti inspiegabili.

Lascia che alcune cose rimangano misteriose, senza che sia possibile fornire alcuna spiegazione.

Lascia che rimangano alcune azioni per le quali la gente penserà che siamo un po' pazzi.

Un uomo che è sano al cento per cento è un uomo morto.

Un po' di pazzia al proprio fianco è sempre una grande gioia

Continua a fare alcune cose un po' pazze.

Solo a quel punto sarà possibile trovare un significato"

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mercoledì, 30 maggio 2007, ore 09:39

Pensavo...

Avete presente quando il sovrappensiero riesce a celarsi talmente bene che chi avete di fronte comunque crede che siate concentrati su di lui?

Mentre al massimo riuscite  ad annuire...

Rimanendo assorti in voi stessi...

Come se steste con un bla bla bla senza senso di una persona senza senso...

In quel momento almeno...

Tempo fa lavoravo in un albergo...

Mi sorbettavo racconti...

Clienti multiformi... Storie pazzesche... Vere o false chi se ne frega?

Stimoli...

Tutto per essere ingurgitato e trasformato in voli miei... miei solo...

Specie quando scopri che la ricerca ostinata di allineamenti di molta gente è identica a quella tua...

Porti da bere... Chiedi "tutto bene?" e poi...

E poi tornando verso il tuo giorno, con le mani in  tasca, ti chiedi come cazzo sia possibile poter sorridere a chi ti dà una mancia quando dentro senti quel senso di vuoto tipico da ping pong di frustrazioni...

Fottendotene di quello che succede nel mondo perchè quando sei esposto su te stesso il mondo si restringe con un occhio di bue sul tuo pensare...

Su di me...

Per me...

Nessun altro mi interessa...

E se mi interessa è solo perchè rassomiglia a me...

Per aria Pensieri di un Pattinatore Notturno al Ritorno dalla Flog - Martinicca Boison

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martedì, 29 maggio 2007, ore 09:20

"la tua mente è piena di sale
di quel sale mattutino che tu prendi in riva al mare
di quel sale che a pensarci ti vien voglia di pensare"

Come butta stamattina?

Devo ancora decidere come pormi oggi...

Tu scegli?

Ne ho facoltà...

In che senso?

Devo controllare di cosa ho bisogno... Poi in base al bisogno scelgo come pormi...

Ma uno sta... Non può decidere con la testa come stare... Sarebbe falso...

Questo lo dici tu...

Mi lasci basito...

...Che poi che è tutta sta voglia di sapere come butta?

E' che qualche volta vorrei partecipare... Essere d'aiuto... Che ne so?

L'errore è considerare acqua che scorre chi hai di fronte...

Acqua?

L'errore è sentirsi canale per quell'acqua...

Canale?

Tu vuoi sapere come butta perchè vuoi fare qualcosa per cambiare il modo in cui butta...

Non pensi sia il mio compito?

Potrebbe anche essere... Ma io potrei bluffare...

E allora?

E allora il tuo farti canale risulterebbe sballato a monte...

Ci rimetteresti tu...

Forse... Ma io mi divertirei comunque...

Ti prendi gioco di te... Di una parte di te in questo modo?

Se si tratta di una parte di me che mi sta sulle palle lo faccio con supremo godimento...

Quindi... Di cosa parlerai oggi?

Di qualcosa che non conosco... Di qualcosa che non so cosa cazzo sia...

E come farai?

Te ne accorgerai dopo che ti scoprirai tuo malgrado ad annuire e a fare si con la testa...

Maddai!!!

Che te ce giochi?

Il solito...

Conosci la minolla sfigolla?

No... Cos'è?

Un gioco che si fa nel Tirolo...

E come funziona...

Allora alza un braccio e apri una mano...

...

Fatto?

Si si...

Ecco bravo... Adesso chiama Ciccio e ordina due pinte!!!

Ma li mortacci...

Muahahahahhaha

Per aria I Tuoi Occhi Sono Pieni Di Sale - Rino Gaetano

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lunedì, 28 maggio 2007, ore 09:28

Mi manca un po' la voglia di darmi...

Me ne sto in chiusura...

Spossato...

Come se fosse possibile recuperare la verve restando nel baule...

Dimenticati a se stessi...

Nell'eternità vuota dei pensieri...

Indimenticati agli occhi di chi non chiede nulla...

Di chi non cerca l'ultima spiaggia...

Ma che vede morire quello che di avvolgente e forte aveva al suo fianco...

E io costretto a uscire da quel baule per far di sostituzione virtù...

Contento di esserci stato...

Contento di aver dato a un dolore un contorno di dolcezza...

Poca roba...

Ma pregna... Viva...

Bello sentire che ci sei quando serve...

Bello nel brutto di un addio improvviso e terribilmente atteso...

L'eternità è ritrovarsi qui...

Per aria Kalua - Rosso Malpelo

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venerdì, 25 maggio 2007, ore 18:12

L'artra notte nun me riusciva de pià sonno, c'avevo 'n porpo che me s'entorcinava 'n panza.
Me so' arzato da'la branda, me so' preso 'na sdraia e me so' messo a sede all'aria aperta sopr'all'aia.
Ma che c'hai? Me sembrava volè dì Gianfrocino, er cane mio.
Ma chè ne sò, bastardo mio?
Sarà sto monno storto che me puzza. Sarà sta legge strana sur conflitto e l'articolo diciotto.
Saranno quelli che leveno la poesia pure all'"arcobaleno", pe' nun parlà delle bombe, de li pischelli senza gniente, de sta cazzo de dignità che manca a 'n sacco de gente.
A 'n certo punto me stavo quasi pe' addormì, co' quell'arietta fina, ma guarda caso che t'ariva?
Pioggia, troia malandrina!
E quer porpo che continua a ricordamme che sì dormo so' 'n pezzente!

Scrivevo in un forum in quell'estate del 2002 (chissà se qualcuno che passa ricorda il vecchio xdindirindino ehehe)... e qualcuno ebbe da di ridire sul mio pensare in borgatesco spinto... un po' cogliendo senza volere il messaggio... a quel punto così risposi...

Avevo solo cercato de mette 'n comune 'no stato d'animo, senza vergogna e senza presunzione e coll'unico modo de parlà che conosco.
Me sarebbe piaciuto de integramme così dentro a sto monno sbarazzino, un po' come er congolese che viene a casa mia a fasse du bucatini, mentre se parlamo senza capicce 'n cazzo e se mettemo a ride come du' regazzini.
Alla fine io ho passato la giornata e lui ha magnato e semo contenti tutteddue.
Er porpo resta a prescinne... purtroppo...

Per aria Fingendo la Poesia - Marlene Kuntz

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giovedì, 24 maggio 2007, ore 11:22

Spesso mi capita di andare a nascondere il mio viso al mondo...

Un po' per paura che non sia all'altezza...

Un po' per bisogno di cercare il mio angoletto...

E non trovo modo migliore che infilarmi in un letto con la febbre a palla de fuego...

Poi scopro di aver paura...

Paura che da solo non so fa niente...

Paura che quello che costruisco è un po' come una casetta che fai con le carte da tressette...

I miei pensieri sono confusi...

Tossisco e sudo...

Fuori fa un caldo merda... E io sono sotto una coperta...

Lotto... Perdo...

Pareggio...

Vinco?

Ma chi se ne frega poi?

Tanto l'incanto torna...

Torna e va via...

Sempre...

Ho solo bisogno di essere protetto quando crollo...

Un po' come faccio io quando vedo le macerie...

A me le guerre tra poveri non me so mai piaciute...

E io la guerra manco ai ricchi la voglio fa...

Solo che così perdo senza neanche mettermi in un buco...

Mi sa che sto a delirà...

Lascio così...

Che poi quando lo rileggo voglio ride...

Per aria Ovunque Proteggi - Vinicio Capossela

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mercoledì, 23 maggio 2007, ore 10:24

qwe nel '99 scriveva ste cose...
l'ho ritrovato ieri sera... 
lo butto qua...
 
Era rimasto definitivamente solo. Era il 21 giugno 1999, san Luigi Gonzaga, e lui era solo. Solo.
        Fissava il soffitto, steso su quel letto che non conosceva cambio da tempo immemore. Al suo fianco un altro letto vuoto, pieno di biancheria sporca e pulita, ma ormai faceva lo stesso.
Nessun senso faceva più il suo dovere, ed era, quindi, indifferente lavarsi, cambiarsi, … pensare.
        Sul comodino quel maledetto telefono sembrava privo di vita. “Se almeno qualche persona sbagliasse numero…” pensava, macché. Avrebbe potuto chiamare lui qualcuno, ma sulla sua agenda sembrava fossero passati centinaia di anni: i numeri ed i nomi erano fatalmente sbiaditi.
        Aveva una voglia pazza di vedere qualcuno, di sentire una voce. “le foto!, lo stereo!”. Preso da una inverosimile, quanto lenta vitalità scattò sulle gambe, andò a pigiare power sullo stereo, inserì un CD dei Nirvana ed iniziò a rovistare nel cassetto preferito, quello in cui si mette il famoso sogno per intendersi.
        “Noooooooo, maledizioneeeee” cominciò ad urlare a squarciagola. Il CD emetteva un fischio sommesso, come se quelle canzoni che lui tanto amava non fossero mai state composte, ma poteva essersi rotto il lettore.
La tragedia si consumò solo quando aprì l’album dei ricordi più belli dove raccoglieva le sue foto preferite: in ogni foto c’era la sua faccia, ma al suo fianco il nulla: né persone né cose né panorami, solo la sua faccia, la solita comunque.
        Tornò sul letto.
Era talmente disperato che si addormentò. Era un sonno senza sogni, tranquillo, beato. Se fosse stato sveglio avrebbe pensato di essere morto.
 
°°°
 
        “…è una voce che ti chiama... che chiama solo te... è una mano che si tende... tu ami ancora me…”.
        Erano le 7 e 30 del 21 giugno 1999, san Luigi Gonzaga, e la radiosveglia lo svegliò. Era tutto un sogno, che fortuna, che bellezza, gli sembrava di essere rinato. Sicuramente non si era mai svegliato così felice, tutto rispondeva ai suoi comandi, l’album delle foto era ricolmo delle facce dei suoi amici, dei posti in cui era stato, dei …drin…drin…, anche il telefono cominciò a fare la sua parte. Tutto era diventato colorato, pieno di vita, ma…
       
°°°
 
        Il suo nome era Pietro Banale, romano d’adozione, trentenne, diplomato, ricercatore di talenti musicali, appassionato di accessori per pub. Donne? Poco e niente, meglio soli che…; ma questa frase da quel giorno non la pronunciò più, neanche per scherzo.
        Si fiondò al telefono, senza pensare chi potesse essere così presto. Era Rossana.
Era la sua più cara e fedele amica, l’unica che riusciva a sopportare i suoi sermoni sulle linguette protettive delle taniche di birra: “ti volevo ricordare che stasera c’è il concerto dei Pizza Margherita”.
 
        Il suo nome era Rossana Bretella, romana d’adozione, trentenne, laureata, senza fissa occupazione, appassionata di manoscritti del cinquecento. Uomini? Poco e niente, meglio soli che…; ma questa frase da quel giorno non la pronunciò più, neanche per scherzo.
       
°°°
 
        Non erano mai usciti insieme, se non per caso. Nessuno dei due si sarebbe mai sognato di invitare l’altro. Per nessun motivo al mondo. Ma quella notte era stata allucinante. Non avrebbero più potuto aspettare nemmeno un minuto prima di controllare che non erano più soli.
Lei chiamò, ma solo perché la sua sveglia era puntata alle 7, altrimenti l’avrebbe fatto lui.
        “Ti devo raccontare una cosa incredibile”, “era talmente verosimile”, “sono esterrefatto”, “mi sono cagata sotto”.
        E si quello che non erano mai riusciti a dividere fino a quel giorno l’avevano diviso quella notte.
        Attaccarono la cornetta all’unisono e felici si ridistesero sul loro letto profumato e cambiato di nuovo. Si addormentarono pensando a quel pub superaccessoriato e a quegli strimpellatori sbrodolanti che li stavano aspettando, ma fu un sonno tormentato e intriso di incubi.
 
°°°
 
Era rimasta definitivamente sola. Era il 21 giugno 1999, san Luigi Gonzaga, e lei era sola. Sola.
 
°°°
 
        Crash. Una boccetta vuota di Gardenale si frantumò sul pavimento, il loro braccio destro si sporse dal letto, vibrando per un attimo, un urletto si spezzò nelle loro gole e lo stereo si accese diffondendo finalmente le note che tanto amavano.
        Non erano più soli. Non erano più. Non erano.
 
                                           Per aria - E' Caduto l'Inverno - Theorius Campus 

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martedì, 22 maggio 2007, ore 09:42

Potrebbe sembrare un arrendersi agli eventi...

Affidarsi completamentamente ad una specie di mantra...

Ma potrebbe anche essere uno stimolo...

Però il dubbio che mi sconcerta è questo qua...

Sono io che rispondo a qualcosa che succede attivandomi per cavalcarla...

Oppure sono io che faccio in modo che questa cosa succeda?

O un po' e un po' secondo modalità random...?

"coincidenze che hanno un senso
solo con te
non devi parlare
sento
paesaggi emozionali
che frammentano ...
"

Coincidenze... Solo con te...

Sono abbastanza presuntuoso da leggermela addosso...

Quel solo con te è un solo con me...

Un po' ci credo alle coincidenze...

Ma quel solo con te le rende ricche di contenuto...

Le veste del mio contributo...

Le porta lontano dall'essenza pura del loro significato...

Lasciandole al mondo comunque come coincidenze...

"nel profondo di me
non devi parlare
sento"

E allora diventa inutile appizzare le orecchie e l'ingegno per capire o tentare di capire...

Semplicemente perchè quella sensazione di coincidenza è talmente viva che hai già capito...

E non sto tentando di sperticarmi per dire che sono in grado di convogliare ai miei scopi quello che succede per chissà quale motivo...

"poi l'enigma si risolve e mi spingi fuori da questo:

stato di emergenza
com'è bello esserci"

Comunque vada è roba mia...

Comunque vada posso muovermi...

Lo stato di emergenza aguzza la concentrazione e rende tutto il contrario di superficiale...

E quando la superficialità manca è bello esserci...

Anche quando la bua incombe...

Dedicata

Per aria Joga - Bjork

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lunedì, 21 maggio 2007, ore 09:27

Ci sono avventure fantastiche in cui ti imbarchi quasi senza volere...

Ti ci trovi dentro chissà perchè...

Forse per destino...

Per meriti avuti in vite precedenti... Chissà...?

O perchè ci sei arrivato per pura voglia...

Ci sono avventure che senti tue per il semplice fatto che sei tu a poter dar loro un senso...

Un senso tutto tuo naturalmente...

E questo semplicemente perchè probabilmente si tratta di avventure che avranno un seguito a prescindere da te...

Perchè tanto il mondo va avanti lo stesso... Chiunque abbia la mano sulla culla...

E poi passi dalla voglia che sia solo roba tua alla voglia di condividere ogni singolo passaggio...

Come se fosse inutile camminare da soli...

Come se avessi bisogno di qualcuno che ti guardi... Che ti appoggi...

...Paura...

Paura di trovarti indifeso con la polvere in mano e con la necessità di andarti a nascondere per non far vedere a nessuno di aver perso...

...Colpe...

Quando sei abituato all'autoflagellazione hai più forza...

...anche se forse si tratta di una forza che non serve a un cazzo...

...Orgoglio...

Anche lui aiuta... Anche se ti porta a falsare la realtà... Un po' come si falsa lui quando si traveste da dignità...

...Forza...

Senti che arriva quando dopo giornate intere passate con malesseri diffusi nel cuore e nel corpo decidi di alzarti e imbracciare le armi più potenti che hai per vincere...

...Che poi è pure sbagliato dare connotazioni di sfida a qualcosa che dovrebbe fluire per pura straordinarietà...

Adesso...

Si tratta semplicemente di capire quali siano le volontà che ti spingono a piè pari nell'avventura...

Come se fosse cominciata ora...

Come se quello che è successo fino ad oggi sia solo la prefazione...

Anche se sembra che tu abbia fatto cose fantastiche e anche se affiora la stanchezza della tappa raggiunta allo scadere del tempo limite!

E' solo l'inizio...

Per aria Only the Beginning of Adventure - Harry Gregson-Williams

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venerdì, 18 maggio 2007, ore 09:47

“.. A Gabrie, no dico il momento è grave. Nella misura in cui l'uovo ha toccato vertici da capogiro fagocitando l'inflazione secondo la logica alenante del consumismo, a monte nascono tutta na serie di problemi gravissimi... se te voi comprà un uovo oggi bisogna che prima te trovi un socio, così uno se mangia il rosso e l'altro se beve la chiara. Così il Problema diventa di massa, e la massa che cos'è ?.... La massa so un sacco de gente, la massa sono tanti, e il problema diventa sociale, dall'uovo se fa presto ad arrivà alla guerra atomica!!!!!!! Ma tu te rendi conto si che problema!!!”
(Mandrake alla moglie in Febbre da Cavallo)
 
A volte tocca girare intorno ad un pensiero per arrivare al dunque…
Un po’ come fa Mandrake per coprire una delle solite giocate andate male…
A volte è inutile…
A volte va accettata e fatta accettare qualcosa che è come appare…
A volte bisogno prendere coraggio e… Insomma…

Questa è una dichiarazione d’amore…
Una di quelle che si fanno con il cuore… Anche se non sembra…
Una di quelle che fai perché così è giusto…

Io vorrei dichiarare amore a tutti voi…
A voi bigotti… Che siate bigotti di destra o di sinistra o di centro… Tanto uguali siete… Bigotti!
Io vi amo bigotti!
A voi che usate un nome per dimostrare quello che non siete… Tanto quel nome prima o poi si sgonfia… E si riprende la sua dignità… E quella sana apparenza che dava svanisce…
Io vi amo anche a voi!
A voi che fate perdere tempo prezioso a chi tempo ne ha poco… Tanto vi annoiate… quindi è uguale…
Io vi amo anche a voi e alla vostra noia!
A voi che guardate il mondo come ad un lavoro… Tanto con la sensibilità si perde in efficienza…
Io li amo tanto quelli freddi…
A voi che da apparenza che siete vi fermate alle apparenze… Tanto per voi tutti come voi sono…
Ma quanto li amo quelli che appiattiscono gli altri su se stessi!!!
A voi che se piove… (e pioverà come Dio la manda!) pensate che non potete fare la gitarella fuori porta… Tanto i campi possono aspettare un altro giorno…
Io a voi vi amo tantissimo… Specie quando piove proprio il giorno che non deve assolutamente piovere…
A voi che basta una parola per cambiare le regole… Tanto per voi una regola vale l’altra…
Io a voi vi amo di più di tutti quelli prima perché non potete fare regole per l’inesorabile… Ma forse più che amore è tenerezza…
A voi… Ma proprio tutti voi che fate apparire belli quelli che non hanno nulla a che fare con voi…
Io vi adoro!

A volte mi piacerebbe mandare a fare nel culo chi mi provoca…
…Poi passa…
Mi viene un moto d’amore…
Che ce posso fa?
Per aria Quanto t'ho Amato - Roberto Benigni
Ricordatevi di pubblicizzare, sostenere e sorridere
A questi signori che io oggi detesto con tutto il cuore
eheheheh

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