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I pensieri non conoscono giustizia perchè non hanno che la pretesa di essere pensieri.. hanno vita propria, è questo che li rende preziosi, belli o brutti che siano...

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martedì, 21 agosto 2007, ore 12:27

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sabato, 18 agosto 2007, ore 17:14

Che poi uno pensa di sparire perchè si sente inutile...

Che poi volendo uno sparisce pure...

Adesso senza stare a pensare a come e dove e se riappare...

Magari un po' al viaggio che fa... Si a questo ci si può pensare!

Chissà che posti ha visto...

Chissà se la gente cha ha incontrato l'ha fatto sentire un po' meglio di quella che ha lasciato...

Lasciato?

Da mo che l'avevano lasciato...

Per inciso... Se uno è stato reso solo può considerare una lasciata lo sparire da un mondo che gli ha svuotato l'anima?

Comunque...

Che succede in quel posto che il nostro eroe ha abbandonato?

Mica succederà che quei fantasmi si materializzino e tornino a chiedere di lui?

A fare appelli al destino affinchè torni?

A sentirsi in colpa?

Ma com'è che il mondo lontano dal nostro è tanto brutto quando chi va a scapparci dentro non siamo noi in prima persona?

E perchè scopriamo migliori solo le persone che non guardavamo solo quando non le vediamo più?

Vall' a capì!!

Per aria Jeanny - Falco

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venerdì, 17 agosto 2007, ore 11:19

"Sai cos'è, che non va,
Chiudere in scatola la libertà.
Non ci sto,
Vado via.
Cerchiamo scampo nella fantasia…
Chiuso dentro ad un barattolo…
Sono stato chiuso in un barattolo.
Per vent'anni e trentamila secoli,
Di qua, di là, di qua di là.
Su e giù, su e giù…
Ah…ah…ah…"

Io vedo alberi che raggiungono il cielo...

Superano gli aerei...

Fanno di nuvole amache...

E poi dopo il riposo tornano su...

Di rami ti cingono e ti portano a vedere il mondo dall'alto...

E dall'alto si vedono solo teste...

E castelli colorati coi ponti di fiori...

E quella cappa di afa e di smog è come se fosse fatta di zucchero filato...

E poi vedo colonne di fumo...

Mine che scoppiano...

Vorrei tornare indietro...

Nel mio mondo...

Quello dove non si vede tutto...

E dove la fantasia si ferma a quel coso che ruota e fa filare dolcezza lungo un bastoncino...

A volte vorrei smettere di far volare la mia testa...

DI rinchiudere la fantasia per non metterla a paragone con la realtà...

A rinchiudere anche la realtà...

Quella bella...

Quella che ho in dono... Chissà perchè?

Per paura che si mescoli con quella schifosa...

Io credo di essere intriso dell'egoismo di un bambino...

Un infantile "tutto mio!"

Un infantile "io ti dò quello che a me non serve!"

...che poi a me non serva molto e solo un altro modo assai infantile per dire che un po' di fantasia posso pure tenerla fuori da quel barattolo!

Mal che vada mi ci infilo dentro!

Per aria Paleobarattolo - Renato Zero

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giovedì, 16 agosto 2007, ore 08:51

Non so se è uno dei soliti viaggi della mente...

Non so se è un impazzimento...

Ma qua tocca fa il punto.

Relazionarsi.

C'è un mondo che è fatto di infinite possibilità...

Non parlo di svaghi...

Neanche di metodi per abbattere la noia...

Parlo di persone...

Di luoghi di incontro delle anime.

Di punti di scontro anche...

Di quel filo che unisce e di quelle forbici che tagliano i fili...

Di partenze e di ritorni...

Di eventi che ci fanno incontrare...

Di santi passati e feste finite...

Di racconti...

Di posti visti e di gente incontrata...

Di valori che vengono affibbiati solo perchè in quel momento ci fa comodo così...

E' che abbiamo un fottuto bisogno di gente attorno che ci dia quello che ci serve in quel preciso istante...

Per abbattere la noia...

Per sentirci realizzati...

Per metterci alla prova...

E poi succede che arriva il momento in cui abbiamo bisogno di altro...

E cosa facciamo?

Ricattiamo!

"O ti riprogrammi su quello che mi serve o..."

Buttiamo via!

Sarebbe mica il caso di ricorrere ad automi per evitare di usare chi ci sta intorno a seconda del capriccio del momento?

O è il caso che una bella riprogrammazione la facessimo alle nostre rotelle?

Per aria Rock&Roll Robot - Alberto Camerini

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lunedì, 13 agosto 2007, ore 23:04

"Sogno dei gigli bianchi
strade di canto e una casa di luce

Voglio un cuore buono
e non voglio il fucile
Voglio un giorno intero di sole
e non un attimo di una folle vittoria razzista
Voglio un giorno intero di sole
e non strumenti di guerra

Le mie non sono lacrime di paura
sono lacrime per la mia terra
Sono nato per il sole che sorge
non per quello che tramonta."

(Kufia - Canto per la Palestina)

Le lacrime versate da chi è lontanissimo da noi

Restano là...

Come se fosse normale...

Finiscono nella terra arida come se non fossere mai esistite...

Sembra che nessun grido possa... debba toccarci...

Sembra come se fosse solo un film...

Magari commovente...

Anche se senza lieto fine...

Poi ci sono i sogni di chi ha perso le speranze...

E si! Esistono pure quelli!

Perchè si può sognare senza avere nessuna speranza in tasca...

Chi l'ha detto che si debba voler qualcosa per sognare?

Specie quando il sogno migliore è quello di scappare via da questa terra?

L'ultimo desiderio!

(foto di qwe)

Un secchio!

Io vorrei raccogliere le lacrime in un secchio...

Le lacrime di quei bimbi che sognano di non diventar mai grandi...

Perchè non sanno dove mettere i piedi...

Un secchio colmo di lacrime!

Per allagare i cuori di chi gira la testa...

Hai letto bene!

Allagare!

Impossibile allargare...

Perchè certe casse toraciche sono come certe casseforti...

Non si aprono neanche col tritolo...

Ma hai visto che con un po' di liquido prendano ruggine e si sfaldino?

Per aria Kufia (Canto per la Palestina) - Daniele Sepe

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domenica, 12 agosto 2007, ore 14:36

"Io posso rendermi invisibile o piccolo.

Io posso diventar gigantesco & ricco e ottenere le...

cose più estreme. Io posso mutare

il corso della natura.

Io posso collocarmi dovunque nello

spazio e nel tempo.

Io posso evocare i morti.

Io posso percepire eventi di altri mondi,

nel più profondo della mia mente,

& nelle menti altrui.

Io posso.

Io sono."

(Potere - Jim Morrison)

Checchè se ne possa pensare

Anche quando stiamo sotto un mare di fallimenti

Anche se tutto gira e noi restiamo fermi

Basta uno scatto

Minimo

Per mettere in moto i superpoteri

Anche quando là fuori

ci gridano in faccia che non valiamo un cazzo

Che tutto quello in cui abbiamo creduto

non fa per noi

Illusi!

Nessuno potrà mai levarci l'essenza

Anche quando

Si strozza in gola

Impercettibilmente

Il grido

Tutto quello che chiedo

Lasciatemi essere

Per aria That's All I ask - Jeff Buckley

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venerdì, 10 agosto 2007, ore 09:13

"Smetti di sognare e vai.
Tieni il passo, se no guai!
Trovati un look, ed uno sponsor.
Su quella strada, si diventa eroi.
Il coraggio, se non c’è, lo troverai.
Per conquistarti un altro giorno in più,
Don Chisciotte, sei tu.
Un altro detersivo, smacchierà,
quello straccio d’immaginazione e di poesia.
La voglia di fare l’eroe ti passerà, dammi retta, se mai…
Lo sai, che fine fanno gli eroi!"

Sai che c'è?

Dimmi...

Io non riesco ad uscire fuori...

In effetti sembri un cane che resta zampe all'aria quando è finita la catena...

SI vede eh?

Si sente... Si sente che ti sbatti come un ossesso e rimani fermo sulla linea di partenza...

Eppure...

Eppure ti fai il culo e cerchi di sollevare la leva... SI vede anche questo...

Adesso mi piacerebbe essere uno di quei raggi... Che solo esistendo trapassa le nuvole e sega i rami di un albero...

(foto di qwe)

Beh se non altro sei a buon punto sull'essenziale...

Non capisco...

L'hai detto tu... Solo esistendo trapassa le nuvole...

E' che non si può solo esistere per realizzarsi...

C'è l'hai l'immaginazione tu?

Da vendere!

E i sogni li fai?

Pure troppi...

E... Ci credi alle botte di culo?

Ci spero...

Ma secondo te... Che fine fanno gli eroi?

Agli eroi gli fanno un monumento... Sicuro...

E sai a che servono i monumenti?

E lo so si!

E allora che cazzo te ne frega de esse bello all'occhi dell'altri quanno quello che fai e che senti è così forte? Te devi angustià la vita pe' 'na patacca sulla parete da fa vedè ai nipotini che se pensano che è de cioccolata?

E vabbè... Pure pe' avecce un riscontro...

Ma te ce l'hai un riscontro...

Da chi da te?

Ma de che? Il riscontro sta nel fatto che continui a sognà e che non te stanchi mai de fallo!

Birretta?

Per aria Siamo Eroi - Renato Zero

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giovedì, 09 agosto 2007, ore 09:09

Mentre salivo le scale, ho incontrato un uomo che non era lì. Anche oggi non c'era.

Vorrei, vorrei tanto che se ne stesse lontano

(Hugues Mearns)

...che poi capita anche che sul cammino spuntino incontri inaspettati...

Incontri non capiti...

Naturalmente non cercati...

Incontri che lasciano un segno in noi con persone che un segno hanno lasciato per tutti...

Nel bene o nel male...

E a noi capita di passare dritti...

Incuranti

O non in grado di capire...

Spaventati forse...

"Passammo sulle scale, parlammo di questo e quello
Malgrado non fossi lì, lui disse che ero suo amico
Il che mi sorprese, parlai ai suoi occhi
Pensavo che eri morto solo, molto molto tempo fa.

Oh no, non io
Io non ho mai perso il controllo.
Sei di fronte
All'Uomo Che Vendette il Mondo"

...Che poi capita anche di rivedere qualcuno...

Qualcuno che giuriamo a noi stessi di non aver mai visto in vita nostra...

Che ci abbraccia forte come se ci stesse cercando da interi lustri...

E noi?

Ci lasciamo andare all'abbraccio?

O tacciamo di pazzia quel povero Cristo commosso dalla nostra presenza "ritrovata"?

E se dietro quell'abbraccio fosse nascosta la chiave per leggere quello che ci manca?

E se rifiutando quell'abbraccio rischiassimo di perdere l'essenza delle cose?

E se davvero fosse possibile usando un minimo di fiducia e leggerezza il motivo che spinge l'uomo a vendere tutto quello che ha per un briciolo di felicità?

...e pensare che pensavamo fosse morto su quelle scale...

Ma è così difficile perdere un momento il controllo?

O lo facciamo solo quando non abbiamo più nulla da perdere?

"Ho riso e gli ho stretto la mano, e sono tornato a casa
Ho cercato una forma e una terra, per anni e anni ho vagato

Ho fissato intensamente tutti i milioni che ci sono qui.
Dobbiamo essere morti soli, molto molto tempo fa.

Chi lo sa? Non io
Non abbiamo mai perso il controllo
Siete di fronte
All'Uomo Che Vendette il Mondo"

Per aria The man who sold the world - David Bowie

Se qualcuno avesse un po' di tempo e masticasse un po' di inglese e mi volesse far felice faccia un salto qwa!

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mercoledì, 08 agosto 2007, ore 09:13

"E' un libero cercare

che la notte ci commuove

e che nei mattini d'aprile

c'insegna ancora a respirare.

E' un libero cercare

un amore leggero

che non sia solo la mèta del viaggio

ma che sia il viaggio intero"

Quante volte ci prende l'ansia per noia?

Come se fossimo stanchi di cercare motivazioni...

Come se quello che c'è là fuori fosse ancora peggio di quelle gambe stese sul divano a far da pastoia alle zanzare...

Quante volte sentiamo inutili gli sforzi?

Come se dovessimo centellinare energie per qualcosa che non sappiamo neanche noi cos'è...

Come se le forze che abbiamo siano da custodire...

Ma che se le dovemo portà ne la tomba?

Io non dico che bisogna far arzigogolare i pensieri alla ricerca di qualcosa che ci dia massima soddisfazione...

...Che poi è pieno di cose che sono a portata di mano per regalarcela sta cazzo di soddisfazione!

E' che siamo schiavi della conoscenza...

Come se avessimo sempre la presunzione che quello che meritiamo lo debbano ancora scoprire...

O che qualche stronzo lo debba ancora inventare...

Come dici?

Paura di cosa?

Sbagliare?

Alleluya!

Le mejo strade alternative di Roma per non restare imbottigliato per ore le ho scoperte sbagliando...

Insomma prendere l'errore come un investimento per il futuro?

Fico no?

"E' un libero cercare

una parola leggera

che dica tutto col peso di niente

e che ci sembri vera.

E benvenuto sia

ogni abbaglio del cuore,

e benvenuto sia

anche l'errore"

Per aria Un Libero Cercare - Teresa De Sio feat. Fabrizio De Andrè

 

VITTORIA!!!

Ne parlammo e firmammo la petizione insieme

Ricordate?

E ora...

Sarà anche piccolo il miracolo ma sempre miracolo è!

 ROMA - Di sicuro non è la vittoria nella guerra che oppone i governi dei paesi in via di sviluppo alle multinazionali famaceutiche sui farmaci salvavita, ma per il governo indiano è la fine di una battaglia durata mesi. La corte di Chennai, nel sud del paese, ha deciso di respingere il ricorso della Novartis, permettendo quindi la produzione di una versione generica del Glivec, un farmaco che cura alcuni tipi di leucemie. "Quello del Glivec è un caso che riguarda pochi pazienti - spiega Silvio Garattini, direttore dell'istituto Mario Negri di Milano - ma in realtà il problema è più ampio, e riguarda soprattutto i farmaci anti-Hiv". A partire dal 2005 i paesi in via di sviluppo hanno accolto un'invito dell'Organizzazione Mondiale del Commercio (Wto) a riconoscere i brevetti sui farmaci.

Tutte le legislazioni hanno introdotto delle clausole di salvaguardia, secondo cui i farmaci essenziali, soprattutto quelli anti-Hiv, potevano essere prodotti a basso costo. L'India ha fatto di più, aggiungendo una ulteriore postilla secondo cui potevano essere considerati esenti da brevetto anche nuovi farmaci essenziali che modifichino in modo non rilevante molecole già conosciute. Proprio contro questa clausola, applicata per la prima volta proprio al Glivec, c'era stato il ricorso rigettato dalla corte indiana, avversato oltre che dalle autorità di Nuova Delhi, preoccupate di un 'effetto a catena' sugli altri farmaci in caso di vittoria della Novartis, da 420mila firme raccolte in tutto il mondo. Secondo le organizzazioni umanitarie quella di oggi è una 'sentenza storica': "E' un grosso sollievo per milioni di pazienti e medici che operano nei Paesi più poveri e che dipendono interamente in larga misura da farmaci prodotti in India - spiega Raffaella Ravinetto, presidente dell'associazione Medici Senza Frontiere in Italia - la Corte Indiana ribadisce il diritto dei Paesi come l'India a emanare leggi che facciano proprie tutte le clausole di salvaguardia previste negli accordi internazionali sul commercio, e scongiura il rischio di una ulteriore restrizione della possibilità di produrre farmaci generici". Di parere opposto invece la Novartis, che attraverso il suo sito ha diffuso una nota in cui dichiara che difficilmente ricorrerà in appello, ma che comunque la battaglia per il Glivec non è finita:"Questo farmaco è già gratuito per il 99% dei pazienti indiani - scrive l'azienda - e l'eliminazione della clausola non diminuirebbe le forniture ai paesi in via di sviluppo.

L'Azienda aspetta un'inchiesta imparziale e indipendente da parte della Commissione per le proprietà intellettuali". Quello fra Novartis e India è solo uno dei campi dove si sta svolgendo questa battaglia, e anche in Brasile e Thailandia ci sono controversie sulle clausole di salvaguardia applicate ai farmaci. In Thailandia qualche mese fa la Abbott, azienda produttrice di un farmaco anti-Hiv, ha annunciato addirittura che non commercializzerà nuovi farmaci nel paese se le autorità non cambieranno il regime sui generici. "I brevetti sono indispensabili perché se non c'é la possibilità di brevettare nessuno investe in nuovi farmaci - spiega Garattini - ma va trovato un compromesso per i paesi in via di sviluppo, anche perché la perdita economica per le grandi industrie non è così grande, visto che comunque non avrebbero mercato, ma potrebbero salvare molte vite".

(Fonte Ansa)

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martedì, 07 agosto 2007, ore 09:19

"Istruzioni per l’uso contorto del mio baricentro, basta poco
Muovi il culo, non farti vedere che pensi
Chi è scoperto è fuori gioco,
non cercare di arginare il flusso incontenibile della coscienza,
continua a ballare, conta l’apparenza"

(foto di qwe)

Ti sei fatto gonfiare a fiato e devi sperare in un po' di vento per muoverti...

E al massimo fai voli da gallina...

E pensi a quei tuoi simili gonfiati ad elio che spiccano il volo verso chissà dove...

L'apparenza mette tristezza...

Sei nato per andartene legato ad un polso...

Con la speranza di andartene libero per il cielo...

E ti ritrovi là dopo che sei stato preso a schiaffi da chi urlava "chi lo fa cadè è un asino!"

E dopo che ti hanno fatto un nodo in gola...

Mi chiedevo quale sia la tua speranza...

Ma tu ce l'hai una speranza?

La vita è dura...

Per aria Corretto e Poche Storie - Giorgio Canali

 

ANDATE A DARE UN'OCCHIATA QUA! GRAZIE!

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