
I pensieri non conoscono giustizia perchè non hanno che la pretesa di essere pensieri.. hanno vita propria, è questo che li rende preziosi, belli o brutti che siano...
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*****VAMOS*****
*il mio primo post hot*
*Io so io qwe sei qwe chi è più scemo io o qwe?*
*Ma qwe bella questa terra*
*Ma qwe C'hai Sonno?*
*Ma qwe Fomento*
*Ma qwe malinconia!*
*Ma qwe STAI A ROSICA'?
*Ma qwe suoni colla falce e canti col martello?
*TE CE MANNO DAY*
*Tra Terra e cielo - Le foto!"
.:. diciche .:.
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Fotografie!
Immagini di qualcosa che vuoi rimanga…
Quasi a farti un archivio per quando sarà passato il tempo…
Qualcosa da mettere da parte per fomentare future malinconie…
Spesso senza neanche avere la possibilità di goderti il momento.
E poi vedi i sorrisi di chi magari qualche minuto prima ti aveva confidato il suo stato di disperazione…
…che bel momento… sfoglio le foto di quel matrimonio…
Un cazzo!
Quel sorriso a fianco al mio era circostanza allo stato puro…
Quel sorriso si sarebbe spento subito dopo quel click!
Cheese…
Formaggio stantio da dare in pasto a noi da vecchi…
Fotografie!
La memoria non la fottono…
Il ricordo non si perde quando il clou era diverso da quello immortalato…
…che bel momento… sfoglio le foto di quell’estate al mare da bambinetto felice che giocava coi suoi cugini…
Proprio mentre la mia nonna moriva…
E allora associ la falsità di un sorriso con il profumo che aleggiava intorno…
Profumo di morte e telline soffritte…
Profumo di serenità e disperazione…
Fotografie!
Di gente che non ha lasciato il segno e che ritrovi con il braccio sulla tua spalla…
…che bel momento… sfoglio le foto di quella serata chitarrella e barbecue…ma chi cazzo è quello che m’abbraccia?
Gente persa ancor prima di averla incontrata…
Dove sei?
Come ti chiami?
Volevi un contatto con uno qualunque o…
…o semplicemente eri attratto dal mio modo di dir cazzate che volevi ricordarmi vicino a te?
Fotografie…
“Are you tired of where you've gone?
And you think you might belong
In a moment when you step out of the rain?
And you've ended up in someone else's frame?
And they're memory now is never quite the same
And they never even thought to ask your name
Take another picture with your click, click, click, click camera”
Per aria Click, Click, Click, Click – Bishop Allen
Riemergo da 20 ore passate senza pensieri nel letto...
Dormire per non sentire dolore...
Mi sento un privilegiato per questo...
Avere come estrema difesa il sonno...
Quel sonno che annulla i brividi sulla schiena...
Che ritempra...
Che ti illumina e ti fa prender forme diversissime dalla tua...
Quasi potessi permetterti tutto...
Anche ricordare di quando stavi per...
Torno a letto va!
Sennò chissà che cazzo scrivo co' sto febbrone...
Per aria Illumina Elettrojoyce
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Vi segnalo una bella iniziativa
Cliccate sulla locandina
…Che poi bisognerebbe anche farsi trasportare certe volte…
Trasportare… Quasi cullati… Coccolati… Fiduciosamente…
Farsi trasportare dagli stati d’animo…
Dal tempo che c’è fuori dalla finestra…
Anche se non è quello che preferisci…
…Che poi bisognerebbe farsi due conti certe volte…
Senza stare sempre a tenere il punto…
Magari non proprio per convenienza… Né tanto meno per diplomazia…
Farsi due conti su quello che cambia…
Su quello che sta cambiando…
Anche se non è come vorresti…
…Che poi certe volte ti arriva la soffiata giusta…
Quella che trasforma in orgoglio scimunito una tua sicurezza…
Magari l’unica che avevi…
E ti ritrovi denudato di tutto…
Senza vergogna però…
Anche se pensavi che startene pippo all’aria fosse lo spettacolo peggiore che potevi dare di te…
…Che poi cerchi di tornare indietro…
Indietro in quel tempo in cui non avevi alcuna voglia di stare a sentire…
Eh… Cazzo che dritte che mi stava per dare!
Chissà se riuscirò a ripescarlo?
Magari incontrarlo in uno dei pensieri che ricorrono…
Anche se…
…Che poi toccherebbe comincià a guardare indietro…
Senza troppe fisime…
Che di errori di valutazione ne hai fatti…
Certamente non per la presunzione di non farne più…
Ma semplicemente per prenderli in mano…
Come prendi quei vecchi maglioni che stonavano col look che ti eri dato…
Anche se i se servono solo per dare fuoco a quel caminetto per scaraventarci dentro docili emozioni.
“Io avrei un bel po’ di voglia di ascoltare Paolo e la sua Genova per noi
Mettere a posto i miei pensieri a quell’ora che sa già di ieri
E farmi pure due bicchieri!”
Per aria Notte Rosso Tiziano – Cappello A Cilindro
“Considereranno sempre
Le nostre emozioni tristi ed inutili
Attorcigliandosi nella loro fiera banalità…”
Guardatemi! Io rido! Io piango!
Io non starò mai più medio!
Guardatemi!
Qui dritto nelle palle degli occhi!
Cosa c’è?
Non riuscite a tenere lo sguardo?
Cosa c’è?
Non vedete l’ora di mollarmi qui nella mia… in quella che considerate semplicisticamente una mia… pazzia?
Non vedete l’ora di andarvi a fare un bicchiere per parlare della pena che vi faccio?
Per ricordare i momenti belli passati assieme prima dello stacco?
Guardatemi!
Io…
“Mentre tentiamo l’ennesimo salto nel buio
Come fosse un inno
Di sana e sacrosanta gioia”
Io lo faccio!
Da solo…
Ormai è così…
E pensare che quando il pensiero cominciava a montare…
Pensavo che sarebbe stato più semplice convincere voi…
Più semplice convincere voi che convincere me…
Eravate stupiti…
Di quello stupore bello…
Di quello stupore che ti dà la forza di spingerti oltre i tuoi cazzo di limiti!
E oltre quei limiti io mi ci ritrovo…
Io sono nel pieno del chissà che cosa succederà adesso…
Nel buio…
Si è vero… Nel buio!
Nel buio… Ma correndo all’impazzata senza tenere le mani avanti per paura di andare a sbattere le corna!
Il buio mi fomenta l’ardore!
Guardatemi cazzo!
Guardatemi e poi andate via…
…Che quando riaccenderete la luce il buio ormai mi avrà inghiottito!
“Ci prenderanno ancora
Per i vissuti capelli
Disperandosi per le nostre tristi scelte”
Per aria Le Nostre Vergogne – Ilenia Volpe

Per aria L'Osteria del Tempo Perso - Stefano Rosso
Quanto può apparire reale un'invenzione delle mente certe volte...
Te la giri e te la rigiri che non pensi più che, a monte, potrebbe essere carente di una base di verità... o di logica...
La fantasticanza è tremenda...
Nel bene e nel male...
Se vuoi farti del bene o del male...
La fantasticanza ti fa volare o ti deprime...
...ed in attesa dell'impatto colla realtà si scatena...
A me Pindaro me fa 'na sega quanno me ce metto!
Per aria Guardo gli Asini che Volano nel Ciel - Alberto Sordi
“Se sei mai andata a Delhi in treno, sarai di sicuro passata da Paharganj. Con tutta probabilità, sara arrivata alla Paharganj Railway Station piena di rumore e polvere. Ti sarai incamminata verso l’uscita e ti sarai diretta a sinistra, verso Connaught Place, superando il mercato affollato , con le guest house a prezzi modici e le prostitute a buon mercato per gli stranieri. Se invece fossi andata a destra, dopo la Mother Dairy e il J.J. Women’s Hospital avresti visto un edificio rosso, con una grande croce bianca. La chiesa di St. Mary.
E’ lì che sono nato diciott’anni fa, il giorno di Natale. Anzi, per essere più precisi, è lì che sono stato abbandonato nella fredda notte d’inverno del 25 dicembre. Scaricato nella grande cesta che le suore avevano messo fuori per la raccolta degli abiti smessi. Chi mi abbia lasciato lì e perché lo abbia fatto, lo ignoro ancora. L’ago del sospetto è sempre rimasto puntato verso il reparto maternità del J.J. Magari è lì che sono nato, e mia madre, per ragioni note solo a lei, è stata costretta ad abbandonarmi.
Nella mia mente ho ricostruito quella scena. Una donna alta e graziosa, che indossa un sari bianco, esce dall’ospedale dopo mezzanotte con un bambino tra le braccia. Soffia il vento. I lunghi capelli neri le volano sul viso, celandone i lineamenti. Le foglie frusciano ai suoi piedi. La polvere si alza. I fulmini saettano. Lei si avvia con passo pesante verso la chiesa, stringendosi il bambino al petto. Raggiunge la porta e bussa con l’anello di metallo. Ma il vento è così forte che soffoca i colpi. Le rimane poco tempo. Con il volto rigato dalle lacrime, ricopre di baci il viso del bimbo. Poi lo mette dentro alla cesta, sistemandogli intorno gli abiti smessi per farlo stare comodo. Gli lancia un’ultima occhiata e distoglie lo sguardo e, allontanandosi dalla telecamera, sparisce nella notte…”
(da Le Dodici Domande di Vikas Swarup)
Effettivamente mi mancava un passaggio.
Il più importante forse…
Dopo aver ricevuto benedizioni dallo sguardo e dal contatto di chi ha ricevuto come primo dono della sua vita un abbandono, dopo aver superato quei momenti di sconforto trasformandoli in costruzioni di speranza, dopo aver fatto spazio nel mio cuore e nei miei pensieri…
Mi mancava la conoscenza del perché? Di quel perché che ognuna di queste anime si pone dal primo giorno in cui, crescendo, prende contatto con la realtà…
Mi mancava la conoscenza del com’è andata?
…Che poi quando capita qualcosa di talmente enorme che ti cambia la vita dall’incomincio e non sai come possa essere andata la testa frulla verso congetture inaspettate…
E chissà poi cosa mi aspettavo di conoscere io a riguardo…
Ieri sera mi è capitato questo libro tra le mani…
Che parla di tutt’altro forse…
Ma che in un passaggio mi ha colmato un perché e un per come…
E con una semplicità disarmante…
Mi aspettavo rancore… Non l’ho trovato…
Come non ho mai trovato rancore infilandomi con lo sguardo dentro quegli occhi…
Ho trovato la malinconia di un chissà come sarebbe andata se…
Ho sorriso…
Perché poi quel “per farlo stare comodo” vale tantissimo…
E’ amore allo stato puro… Malgrado tutto.
Perché l’amore non si gradua…
Perché l’amore non ha bisogno di contatto continuo…
Perché l’amore è anche dare una possibilità…
Mai nessuno di quei bimbi può pensare che l’abbandono sia un atto di egoismo di una mamma…
Anche fosse… Adesso so che mai lo penserà…
Adesso vorrei tra le mani quella mamma…
Vorrei abbracciarla forte…
Vorrei abbracciarla forte quella mamma che si struggerà nel pensiero fallace di un figlio che urla:
“Mamma mia, mamma mia, mamma mia lasciami andare
Beelzebù ha messo un diavolo da parte per me”
Per aria Mamma – The Queen
Strampalato.
Può anche essere una scelta sul modo di essere.
Quando tutto sembra non coincidere…
Non male…
La coincidenza spesso mi spiazza…
E’ come se qualcuno volesse metterti in zucca che c’è preordinazione nell’aria…
Strampalato.
Quando gli allineamenti escono dal loro solco magari cominciano a curvarsi per andare a prendersi qualcosa che sarebbe rimasto intoccato…
Senza ordine…
O con un ordine del quale non conosciamo il codice.
E quell’allargar di braccia di quando ti chiedi come sia possibile vivere una vita di deja-vu, magari può essere utilizzato per abbracciare quell’emozione che nessuno mai, tu per primo, ti saresti mai aspettato…
Nel bello…
Nel brutto….
Nella via di mezzo…
Certo… Il difficile poi è starci…
Ammettere che l’uscita dal binario del programmato non è poi una maledizione… Anzi…
Strampalato…
Come portato dal vento…
Come crollato a terra quando provi a issare una vela…
Perché anche il vento è così strampalato che quando vuoi farlo tuo cessa di aver vita…
Non si muove una foglia…
E il cappello vola via…
Strampalato…
Ma di uno strampalato che si lega alle code di un’emozione…
Quelle si che sono sensate…
Quelle magari possono esser figlie di un errore…
Ma una volta spianate prendono vita propria…
Non c’è bisogno di pensare alla causale…
E si può goderne in maniera forte… Intensa… Violenta… Perché no?
Strampalato un par de palle!
Sarà strampalato l’effetto che fa a chi ti guarda…
Ma dentro di te il senso c’è…
…E sti gran cazzi de sapè qual è!
“Sentivo la mia terra
vibrare di suoni, era il mio cuore
e allora perché coltivarla ancora,
come pensarla migliore”
Per aria Il Suonatore Jones – Fabrizio De Andrè
E’ che è troppo facile poggiare la testa sopra un cuscino…
Troppo facile…
Troppo facile sviare uno sguardo per non far scoprire che non sai come rispondere…
A prescindere da quale possa essere la domanda,,,
Troppo facile…
Troppo facile aver la risposta fissa…
Ho sonno… Solo sonno non penso a nulla se non a dormire…
E’ vero vorrei dissolvermi…
Ma non è così facile…
E io non ho voglia di fare cose non facili…
E allora lascio sta figura in mostra…
Con la difesa degli occhi da sonno…
E intanto cerco…
Non so cosa…
Ma mi fa bene dire a me stesso che sono alla ricerca…
C’è qualche passaggio che mi sfugge…
Sembra una sciarada…
E io manco lo so che cos’è una sciarada…
Magari ci sto a cavalcioni su sto passaggio senza neanche accorgermene…
Magari l’ho passato e devo fare qualche passo indietro per riprenderlo…
Non lo so!
Io cerco…
Cerco nelle pieghe…
Cerco di sperare che ci siano pieghe in cui cercare…
Cerco di dare risposte diverse da quelle che darei…
Così…
Anche per provare a vedere se sono le risposte ad essere sbagliate…
Anche perché la domanda successiva ne risulta comunque condizionata…
Io cerco… Ovunque…
Io cerco nella superficialità… Nel suo contrario…
Io cerco di nascosto… Allo sbaraglio…
E poi non me ne po’ fregà de meno se trovo…
Perché troppe volte ho cercato pe’ trovà qualcosa…
E me so perso il bello del cercamento per il troppo pensare a quello che mi aspettava…
E sta smania di dormire per azzerare i passaggi intermedi io cerco di limitarla…
Con tutte le forze…
Quelle che sento di avere e quelle che cerco strada facendo…
Ma non è geniale “cerco il punk in una lametta, la felicita ed il dolore
nel fumo di una sigaretta”?
Ecco… questo è più o meno il livello della ricerca…
Per aria Cerco – Rino Gaetano
-
-
QUESTO E' IL POST DEI 100.000
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N- - -
NON SAPRO' MAI CHI E' STATO IL 100milesimo... PAZIENZA!
Caro qwe,
Ti stupirai di questa lettera lo so…
Ti stupirai perché sai benissimo che non ho mai posseduto né carta né penne…
Ti stupirai perché la percezione che hai sempre avuto di me è lontanissima dal vedermi intento a cercare di raccontarti qualcosa…
Il tuo stupore però mi affascina…
Mi dà la forza e la voglia di andare sopra le righe…
Di ballarci sopra le righe…
E forse… Chissà? E’ proprio questo l’unico motivo che mi spinge a delirarti parole per te…
Solo ed esclusivamente per te…
Per il momento evita di domandartelo…
Fottitene di chi io possa essere…
Non è importante…
Metti su una canzone… Di quelle che nessuno conosce…
Respira…
Accendi una sigaretta magari…
E prendi un cicchetto…
Ok!
Adesso veniamo a noi…
E’ un bel po’ che ti osservo…
…Che seguo i tuoi passi da dentro…
…Che sento il variare del tuo respiro al variare di un’emozione…
…Che vedo la noia e il tempo che non basta…
E’ difficile capire cosa senti…
O forse è difficile cercare di districare quello che senti…
Troppe cose tutte assieme…
Troppe cose mischiate assieme…
C’è di che sbroccare per chi ti guarda da fuori…
Chissà là dentro che bordello che c’è…
Vorrei che tu provassi a far mucchietti di sensazioni…
Catalogare…
Ed io sono qui per offrirmi di darti una mano…
No! Non dirlo… E non pensare ancora a chi sono e perché mi prendo il lusso di dirti certe cose…
Ancora un momento…
Io prima di chiuderla devo farti delle scuse…
Magari sarà una liberazione non solo per me…
Ho l’impressione che in quel groviglio che ti porti nelle viscere ci sia finito anche io…
…Come se tu ti fossi accorto di questo mio intromettermi nelle tue faccende…
Mi dispiace ma è stato e continuerà ad essere così…
Io non posso togliermi di mezzo…
E tu non puoi fare nulla per mandarmi a benedire…
Mi sembra di sentirti cantare senza che ci sia un testo a volte…
Mi sembra che non ci sia bisogno di altro che di un po’ di musica…
Mi sembra che le parole non servano più…
E’ bello sentir raccontare una storia senza trama…
Senza storia se vuoi…
Ando cojo cojo… Come dici tu!
Adesso smetto di scrivere e torno a vegliare su di te…
Ti stringo...
xxxxx
Per aria Tarareando - Orchestra di Piazza Vittorio